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Test it!  Che cosa è?
uno strumento unico ed esclusivo, pensato e realizzato per Voi da Adcom
un metodo potente ed efficace, per provare sul Vostro desktop i Camcorder professionali
un'opportunità economica ed ecologica, clips in formato nativo scaricabili gratuitamente quando vuoi e dove vuoi

Test it!  Come nasce?
 
Ci siamo resi conto, che la varietà di camere, codec e sistemi di editing disponibili sul mercato, può portare delle problematiche per un acquisto sereno, privo di dubbi e incertezze da parte del cliente: "come andrà questa macchina? sarà all'altezza delle mie aspettative? e, soprattutto, ci sarà sintonia con il mio sistema di editing?"

Test it!  La soluzione:

abbiamo chiesto ad Antonio Guariglia (che usa la "luce" da circa trent'anni), un metodo per girare delle piccole clips con il camcorder "settato a zero", "standard profile", nelle stesse condizioni operative valide per ogni telecamera.

Antonio Guariglia ci ha proposto il "look manichini in studio", in quanto ideale per la ripetibilità del posizionamento e della luce.

Sul sito Adcom.it è, di conseguenza, apparsa una nuova linguetta:

Test it!   Provala! Provala da tè!

E' il link che ti porta allo spazio del camcorder, in cui è possibile "scaricare" delle clips generate nel formato nativo, da verificare nel vostro sistema di Editing.

Non dovrete più andare a tentoni, rischiando il vostro acquisto sul "sentito dire" o azzardando una scelta, fidandovi solo delle caratteristiche tecniche degli "user sheets"!

In tutti questi anni, abbiamo fermamente creduto nel metodo di proporre un oggetto il più possibile aderente alle esigenze manifestate dal cliente.

C'è stato un ritorno: il cliente ha "capito" e ci ha permesso di crescere.

Che altro?!

ADCOM SRL
Marcello Guidelli





Test it!   dovete sapere che...
Come tutti i mezzi di scrittura, la macchina da presa, permette di evidenziare tutti gli elementi che a mio avviso sono la sintassi, strumenti per condurre la narrazione, per una storia o un punto di vista.

La consapevolezza del binomio arte/artefazione è indispensabile per portare in rada un "racconto" che si muove su un supporto bidimensionale (la pellicola, un tempo), rigoroso nella sintassi e estremamente vulnerabile nel rivelare difetti tecnici, compositivi ed espressivi; sempre in agguato per aprire la falla e trasformarlo in un naufragio.

Perchè artefazione?
Perchè  l'arte non è un dono della divinità a uno studente di "Belle Arti-siamo-tutti-registi", ma direi, piuttosto, un processo, cerebrale.
Direttamente proporzionale alla cultura e alla sensibilità dell'individuo, che trasmigra nell' "artista" quando riesce a spiegare la sua esperienza trasformandola in seduzione, piacere, emozione.

La stanchezza per il giornaliero, per la ripetizione, è sempre stata la matrice che ha portato l'uomo a costruirsi dei valori individuali, artefatti, erronei forse, ma gratificati da momenti emozionali come la sensualità, il culto e l'analisi della bellezza.
L'immagine, dunque.
Immagine come trucco necessario per esistere.

Se Cotrone, il mago dei "Giganti della  Montagna" di Pirandello è il geniale regista di figure fantastiche, di alimento per i sogni di una comunità "agli orli della vita", a volte, anche un macchinista, nel sottolineare la sovranità di una spalla femminile con la seduzione di un accorto "carrello", produce un atto poetico puro.
Inconsapevole.
Anonimo.
Ma la tenerezza che scaturisce da quel gesto, pur ratificando una veridicità immanente è una artefazione, falsa ma seducente come un complimento gentile.






Di solito, gli approcci per verificare "l'emotività iconografica" prodotta da una attrezzatura per video ripresa, sono basati sull'ortodossia di rilevazioni strumentali e "alchemiche", o sull'essoterismo di un impiego sul campo.

Ho volutamente utilizzato, in apertura, il lemma "emotività", per introdurre e decodificare una ulteriore variabile: l'emotività è strettamente correlata alla soggettività.
Unilateralità.
Possibilità di imprecisione.
Inaffidabilità dunque?

Vediamo.

Da una analisi continua e trentennale condotta sui redazionali delle riviste di settore, viene fuori, "just my opinion", un'altra importante variabile: l'asetticità di un giudizio geneticamente manipolato da chi redige l'articolo:

1) Non scrivere di un aspetto che può offrire un link negativo al "tallone di Achille".
2) Celare, strategicamente il tallone di Achille nel cavallo di Troia del "ti dico/non ti dico".
3) Scrivere mantenendosi sulle generali; disquisendo nel salotto, con un panno sulle ginocchia e una tazza di thè che aiuta la voce ad essere più pastosa ed "emotivamente" autorevole, nel portare in rada e attraccare il redazionale".

Qualche tempo fa una rivista di fotografia e video riportava in copertina un claim tipo: "test completo sulla reflex "full frame" xyz...nuova camera che "fa anche i films".

Voi sapete, anzi è già archeologia, l'argomento di questi ultimi tempi, è la caratteristica di alcune reflex di riprodurre anche il movimento.
Vero!
Ma lo facevano già le compattine.
Vero!
Ma adesso, con un sensore "full frame" la qualità lascia sbalorditi!

La stampa e testimonials "disinteressati" davano e danno autorevolezza nel miracolo a mostrare.

Molti colleghi hanno pensato che, sì, che era una cosa stupenda; che con una spesa relativamente contenuta, avrebbero gestito riprese in High Definition e immagini fotografiche con lo stesso strumento.
L'era di costosi camcorders stava dunque per terminare?
La mutazione era in atto e i dinosauri stavano per soccombere?!
Gli addetti alla comunicazione, al marketing sono stati bravi: se ne è parlato e se ne parla molto.
Web e Blogs inclusi.

La macchina di cui si parla è un oggetto molto valido, estremamente affidabile nella produzione di immagini statiche (chi scrive è un fruitore, storico, di quel marchio, n.d.r.).

Ma ritengo non del tutto ortodossa l'informazione e la strategia della comunicazione:
Perchè dovrei usare un oggetto che non rappresenta se stesso nel suo ruolo di origine, morfologicamente ingestibile sul campo, se non ricorrendo a dei "service packs" hardware, tipo anelli adattatori e i supporti "Follow Focus della ARRI" e dal costo addirittura superiore alla "astronave madre"!
Pensate, inoltre, che il 90% dei consumatori, e in questo caso, provenienti dal settore "fotografico", possano, tanto per sfiorare un argomento, decodificare che, forse un sensore cmos e un codec interframe forse...non sono...tanto indicati?!
E che dire di un "rolling shutter" sapientemente celato dietro la strategia del cavalletto "senza testa girevole"?!
Con un pò di dialettica posso portare un "difetto" a fare una dissolvenza incrociata con la "caratteristica".

Ma in verità e in sintesi, la camera in oggetto produce delle immagini in movimento, in full HD.
Ma "come" le produce?
Per moltissimi che non hanno mai visto nemmeno le loro impronte di grasso, sulla lente frontale e sul vetrino del viewfinder, il problema non si pone e non si porrà mai: sono i privilegiati che, in realtà, vivono bene e serenamente la loro superficialità!

Just Jaeckin, un regista, diceva che il cinema e la fotografia non cessano mai di mentire; chi fa questo mestiere deve mentire, soprattutto quando il risutato finale è ben riuscito.
Questo "tipo di menzogna" identifica un aspetto estetico ed è quindi necessaria e strettamente correlata alla struttura del media espressivo.
Direi che è l'essenza stessa di una comunicazione nel'ambito di questa arte visiva.

Ma quando io voglio soltanto sapere un "comevà", come si comporta una video camera in usuali condizioni di utilizzo, non mi si deve "servire", ad esempio, un "cinelike"...!
Non voglio dei "like", dei target, dei presunti punti di arrivo.
Questa non è quella famosa "menzogna estetica" ed è irrilevante:
sta alla mia capacità se o come arrivare da qualche parte.


Voglio solo una decodifica di tutto questo ipotetico "mood".
Poter essere in grado di fare dei confronti e delle scelte serene.
Non voglio trovarmi in mano un "iAhimè" !
Succede, di solito, che l'utente può provare la sua macchina da presa solo dopo averla acquistata, con una paradossale inversione dell'onere della prova!

Oppure può andare a scovare notizie in qualche Forum: parola di dotta etimologia, ma dove, a volte, puoi assistere a dibattiti e opinioni posti su basi del tutto errate o surrogate, ma sbandierate  con la sicurezza di intesa da "ragazzi di via Panisperna", o con la saccenteria-mai-un-dubbio che diventa "creatività geniale" nel momento in cui certi "very customized codici binari" cominciano a figliare...


In alcuni films è nota la frase: "spiegamelo come se avessi 6 anni".
Bene.
Cominciamo dal volo orizzontale. Le clip allegate sono questo volo.

   antonio guariglia
www.antonioguariglia.com

 
   

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